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PRESENTAZIONE


"I primi anni del Rally della Lana" è il primo volume della collana "Un Rally Una Storia". Edito nel 1996, contiene la storia delle prime 14 edizioni, corse dal 1973 al 1986.
Il secondo, che si intitola "Il Venticinquennale del Lana", è stato pubblicato nel 1997 e contiene la storia delle successive 11 edizioni, dal 1987 al 1997.

I primi anni del Rally della Lana
Il primo "Lana", organizzato con la formula "Gara di Regolarità Sprint", si corse nel 1973. A vincere fu l'equipaggio locale Perazio-Danasino su Lancia Fulvia HF.
Fu una "prova generale” che ebbe successo e fu subito premiata: già dall'anno successivo, infatti, il "Lana" passò alla categoria superiore e divenne prova valida per il girone Piemonte - Valle d’Aosta del Trofeo Nazionale Rally.
Sul gradino più alto del podio questa volta salirono i novaresi Besozzi-Brusati (Lancia Fulvia HF), che concessero il bis nel 1975 e il tris nel 1976 (in entrambe le occasioni alla guida di una Lancia Stratos).
Dopo essere diventato prova valida per il Campionato Italiano Rallies Nazionali 1a Zona nel 1975 e gara a coefficiente 3 nel 1976, il Rally della Lana, ormai un appuntamento d’obbligo per tutti i migliori del TRN, era ormai pronto per un nuovo salto in avanti.
La "prova del nove" fu l'edizione del 1977, vinta dai vicentini Dalla Pozza-Dalla Benetta, su Porsche Carrera. Andò tutto bene e così l'anno successivo (1978) si corse la prima edizione del Rally Internazionale della Lana. A vincere furono Ormezzano-Guizzardi, alla guida di un'Opel Kadett GT/E. Dopo il più che positivo esordio in campo internazionale, all’edizione 1979 venne attribuito il coefficiente 3 del Campionato Italiano Rallies Internazionali: così, a soli sette anni dalla prima edizione, erano soltanto sei, in Italia, i rally più importanti di quello biellese. Quell'anno a vincere fu l'inedito equipaggio Bettega-Serra, su Fiat 131 Abarth.
L'anno successivo, invece, sul primo gradino del podio salirono Cerrato-Guizzardi su Opel Ascona 400; vettura che si aggiudicò il Rally anche nel 1981 con Tony-Rudy e nel 1982 con Biasion-Rudy. A proposito di 1982, va ricordato che quella bagnatissima edizione fu anche la prima valida per il Campionato Europeo Conduttori e per il Campionato Svizzero Rallies. Ancora da annotare, a proposito del 1980, fu l'arrivo al Lana del Trofeo A 112 Abarth, di cui il Rally divenne, da subito, una delle prove più importanti.
Ed eccoci al 1983, quando a vincere fu la Lancia Rally di Capone-Pirollo; stessa auto e stesso navigatore dell'anno successivo, quando sul primo gradino del podio salirono Vudafieri-Pirollo.
Il 1985 del Rally della Lana fu un anno particolare. La gara, negli anni, era cresciuta molto, sia dal punto di vista geografico (si correva, anche a soluzioni alterne, dalla Valsesia al Canavese) sia da quello temporale (si correva, dal 1980, su due tappe); da quell'anno si allungò ulteriormente con l'aggiunta di un prologo di quattro tappe, da correre di giovedì. A vincere furono Ormezzano-Cassina, su di una non giovanissima Opel Manta 400. Va ricordato che quella fu anche la prima "edizione biellese" del Campionato Fiat Uno, che aveva sostituito il Trofeo A 112 Abarth.
Ed eccoci al 1986, l'anno "clou" delle Gruppo B. Si corse nuovamente su tre giorni e a vincere furono Zanussi-Amati, su Peugeot 205 Turbo 16.

Il Venticinquennale del Lana
Il 1987, anno rivoluzionario per il mondo dei rally (tutto era infatti cambiato con la scomparsa delle vetture Gruppo B), una grossa novità arrivò anche al Rally della Lana che, per la prima volta, alla ricerca di sterrati "ad hoc", ampliò il proprio percorso fino al Monferrato. A vincere furono Cerrato-Cerri, alla guida della nuova Lancia Delta HF 4WD. Per l'equipaggio cuneese e la Lancia Delta quella fu la prima di una lunga serie di vittorie consecutive: cinque (record assoluto), dal 1987 al 1991!
Nel 1988 il Lana tornò ancora nel Casalese ma le tappe tornarono a essere due. Stesso discorso per l'edizione 1989, la prima con il Lana valido con coefficiente 5 per il Campionato Europeo Rally Conduttori. Curiosamente scese invece a 3 il coefficiente di validità per il Campionato Italiano.
Ed eccoci al 1990, anno in cui il Rally, recuperando (per motivi scaramantici) le prime cinque edizioni, passò di colpo dalla 12ma alla 18ma edizione. Si corse dalla Valsesia al Casalese, dal Biellese al Canavese, nuovamente con il coefficiente 4 per l'Italiano e nuovamente con un congruo numero di piloti svizzeri.
L'anno successivo il Lana, che era entrato senza problemi a far parte delle otto prove su cui era articolato il principale campionato rally italiano, si corse più o meno sullo stesso percorso. Nel 1992, invece, anno del ventennale, il Rally si tornò a correre su tre giornate, con un prologo articolato su sei prove speciali.
A vincere fu sempre una Lancia Delta, pilotata però da Longhi-Imerito. L'equipaggio novarese concesse il bis l'anno successivo, quando il Lana, per contenere i costi, tornò non solo a corrersi su due giorni ma anche su di un percorso prettamente "biellese" (con l'eccezione di un piccolo sconfinamento in Valsesia).
Due furono anche le tappe anche della ventiduesima edizione, che si corse in una "data strana" per la gara biellese, dal 4 al 6 novembre 1994. Questo perché il Rally, ancora penalizzato da difficoltà economiche, era stato recuperato "in extremis". Il meteo, però, restò di altro avviso. La gara, vinta da Longhi-Zanella, su Toyota Celica 4WD, fu infatti fermata prima del termine a causa di una vera e propria alluvione.
La Toyota tornò sul podio l'anno successivo, quando primi furono Dallavilla-Fappani. Si corse nuovamente a luglio, sempre su due giorni e su di un percorso che, in certi tratti, ancora lasciava vedere quanto era successo l'anno precedente.
Ed ecco la tragica edizione del 1996. Tutto sembrava essere normale: due tappe, percorso fra Biellese e Valsesia e qualche goccia di pioggia ... E invece no, un tragico incidente al Bivio di Casapinta mise fine al Rally dopo sole cinque prove speciali.
A quel punto organizzare la 25ma edizione fu tutt'altro che semplice. La gara, anche se non fu retrocessa dalla CSAI, restò in forse per molto tempo, con continue prese di posizione, a favore e contro. Alla fine si corse e a vincere furono nuovamente Dallavilla-Fappani, su Subaru Impreza.

Massimo Gioggia